Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
mercoledì, 30 aprile 2008

ALEMANNO A ROMA

Mi ha fatto un certo effetto vedere alcuni miei amici accasciarsi a terra sgomenti dopo la vittoria di Alemanno a Roma. In primo luogo perché li credevo più forti. E poi perché il fatto non mi sembrava così rilevante.

Davvero dovremmo star qui a strapparci i capelli perché i romani hanno scelto come loro sindaco un fascista piuttosto che un mollaccione? E che altro avrebbero dovuto fare? Almeno il primo parla la lingua che conosce bene, una lingua chiara, schietta, senza tanti giri di parole. Rutelli, invece, di parole non ne ha. Si fa fare la campagna elettorale da un calciatore semianalfabeta, e quando prova a dire qualcosa di assimilabile a certi valori (la tolleranza, la fratellanza universale) incespica sulle ronde notturne e il problema della sicurezza. Dillo che non se ne parla nemmeno, cazzo. Di ronde notturne, voglio dire. In quanto alla sicurezza i dati della polizia bastano da soli: certi reati sono in costante diminuzione. Dillo che la gente viene da noi perché è divorata dalle politiche economiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Dillo che rubiamo le loro materie prime, che i ladri siamo noi. Dillo che è
il gioco mediatico, impostato sulla paura e l'emergenza, che fa di ogni furtarello un dramma nazionale.

Detto questo il problema numero uno è: perché a destra non trovano impresentabile un candidato sindaco fascista?

E il problema numero due è: perché a sinistra trovano impresentabile un candidato sindaco comunista?

Le risposte le dà la gente. Ed è giusto così.
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martedì, 29 aprile 2008

A PADOVA

Tempo di presentazioni. Sabato prossimo, alle ore 21, alla libreria Kaosmosi di Padova in Riviera San Benedetto 108, sarò con Giulio Mozzi a parlare di "Tutto deve crollare". Siete naturalmente invitati a partecipare. Chi ha familiarità col vino tenga presente che la libreria offrirà da bere. Anche la mia amica Vivì ha promesso di portare un bottiglione di roba dei colli da un litro e mezzo, che non sarà granché ma non guasta.

Non ancora fissata invece la presentazione alla libreria Bonardi di Amsterdam. Si farà probabilmente a settembre. A giugno invece qualche giretto in altre librerie italiane: Ascoli, Roma, Teramo e Pescara.

E che altro? Ah si, Alemanno è sindaco di Roma, ma di questo vi parlerò domani.
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lunedì, 28 aprile 2008

AH...

Ah, poi è finita così:

Il mio amico ha lasciato l'armadio sulle scale per due giorni. Al terzo giorno ha smesso di sospirare, si è tolto le mani dai fianchi e si è deciso a chiamare una ditta di traslochi. Alle otto di mattina si sono presentati a casa sua due ragazzotti che hanno dedicato metà giornata a spiegare come funzionano i traslochi qui a Leiden. La roba non si porta su dalle scale, ma si fa passare attraverso le finestre. Insomma è stato necessario mettere in azione una specie di gru, sventrare la finestra della camera e rassegnarsi a sborsare un po' di soldi.

Riassumendo:
Costo del mobile 120 euro.
Costo dell'operazione-gru 380 euro.

La sega è ancora nelle mani della moglie. Credo però che abbia cambiato bersaglio.
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mercoledì, 23 aprile 2008

LE SCALE OLANDESI

Le tipiche casette olandesi hanno scale interne strette e ripidissime. A malapena si riesce ad andar su con le buste della spesa, figurarsi con un armadio in legno massiccio e dal rispettabile peso di qualche quintale.

A un mio amico, però, è venuto in mente di provarci lo stesso. Di solito è un tipo pratico, ha sempre la soluzione in tasca, ma stavolta deve essere andato in confusione. Aveva due piani di scale da fare, a metà della prima ha buttato giù l'armadio e se n'è andato a dormire. Stamattina mi telefona e mi fa: ho un affare pesantissimo che non riesco a portar su. Ostruisce il passaggio, nemmeno riesco ad uscire di casa. Poi c'è mia moglie che ha il sangue agli occhi e vuole farlo a pezzi con una sega. Verresti ad aiutarmi?

Come no? Sono un tipo gentile, io. Appena ho visto in che situazione si era cacciato sono sbottato a ridere. Quando abbiamo tentato di portarlo su un po' meno. Penso che lui non stia nemmeno messo bene con le budella. Niente da fare. Dopo un paio di tentativi abbiamo desistito.

Adesso stiamo bevendoci un caffè. Ma lo sai, mi dice, perché gli olandesi hanno costruito case così strette? No, dico. Perché nel seicento, dice, pagavano le tasse in base al perimetro, e non al volume. Così le hanno tirate su in altezza e basta. E' gente furba, questa.

Noi un po' meno, penso.
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martedì, 22 aprile 2008

NOVITA' IN CASA VIBRISSELIBRI

Il romanzo di Andrea Comotti "L'organigramma", pubblicato da Vibrisselibri nel novembre 2006, è diventato un audiolibro per GoodMood Edizioni Sonore.

Grazie all'adattamento di Lucio Angelini (a cui è toccato l'ingrato compito di rimpicciolire l'opera dagli originali 1.600.000 caratteri ad appena 300.000), il grande romanzo fantastico sulla strage di Piazza Fontana potrà essere "ascoltato" guidando, contribuendo così ad alleggerire la noia dei lunghi viaggi.

Sarà presentato ufficialmente il prossimo 8 maggio, alle ore 12, presso il "Caffè Pedrocchi", padiglione 2, della Fiera del Libro di Torino.

Io, sinceramente, ancora non capisco perché nessun editore lo pubblichi in cartaceo.

Qui una discussione sugli audiolibri.
Qui un romanzo che ha sullo sfondo i vecchi radiodrammi.
Qui il booktrailer del romanzo di Comotti, opera di Grenar
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lunedì, 21 aprile 2008

LA PRIMA PAGINA

Scrissi la prima pagina di "Tutto deve crollare" una sera di maggio del 2005.  Mi ero trasferito a Leiden da poco più di un mese, e stavo ancora guardandomi intorno per capire dove fossi capitato. Avevo passato il pomeriggio ad Amsterdam, era notte e pioveva a dirotto. Non immaginando come funzionassero le cose in Olanda con le biciclette (che cioè erano oggetto di morbosa attenzione da parte di tutti) mi ero comportato come uno sprovveduto. Nei pressi del Vondelpark avevo lasciato i fanalini incustoditi, allacciandoli al manubrio con uno spago. Il tempo di andarmi a prendere un hot dog a un chioschetto e non c'erano più.

Beh, pazienza. Rimontai in bici e mi avviai verso casa. Ero quasi arrivato a destinazione quando una coppia di poliziotti a cavallo mi fermò. Le solite cose: mi chiesero i documenti, poi cominciarono a ispezionare la bicicletta. Quando mi domandarono perché girassi senza luci di notte, spiegai il fatto di Amsterdam e ci feci su una risata. Allora il più grosso tirò fuori un blocchetto e cominciò a scrivere.
"Cazzo" dissi, "cos'è, una multa?"
"Niente cazzi" rispose quello, "fanno 25 euro."
Non riuscivo a crederci. "Una cosa così" dissi "in Italia uno nemmeno riesce a immaginarsela".
"Ah sì?" fece l'altro, e rise anche lui. E in aggiunta a questo disse: "possiamo andare".
E in effetti andammo, nel senso che mi accompagnò a casa, lui a cavallo, io a piedi, per essere sicuro che non rimontassi in bicicletta dopo la prima curva.

Entrai in casa gocciolando acqua dalle scarpe. Ero incazzato nero. Mi feci una doccia, mi cambiai, tirai fuori il computer dalla custodia e scrissi: "Il mio primo ricordo è una ragazzina lercia con un filo d'orina fra le gambe...".
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venerdì, 18 aprile 2008

VIVERE IN OLANDA

Vivere in Olanda significa:

- Spendere metà dello stipendio per l'affitto di una casa;

- Spendere l'altra metà se hai bisogno di un asilo nido per tuo figlio;

- Doversi comprare una macchina anche se non vorresti (i costi dei mezzi pubblici fanno impallidire);

- Non doversi ammalare mai (le spese delle cure e dei medicinali sono tutti a tuo carico);

- Dover sopportare molte pubblicità televisive in cui si perculano gli italiani (si promuovano automobili o formaggio è lo stesso);

- Sentirsi un nanerottolo sempre e comunque;

- Mangiare da schifo sempre e comunque;

- Imparare a trovare qualcosa di bello nella pioggia e soprattutto nel vento;

- Farsi il segno della croce se devi partorire (conviene anche alle non credenti, non si sa mai);

Ma soprattutto:

- Non avere nessuno che se la tiri con la mafia, i cinesi, la Lega e Berlusconi.
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mercoledì, 16 aprile 2008

MARCO CANNELLA

Quando ho conosciuto Marco Cannella, io questo non me lo ricordo. Fatto sta che un giorno me lo sono ritrovato accanto a suonare il basso negli Affluente. Gran bella cosa. Almeno la metà dei pezzi presenti in "T.S.O.L.- Veri suoni della libertà" fu composta da lui.

Non era solo un valido musicista, era anche uno che se la cavava bene con le matite e i pennelli. Quando dovevamo andare in giro a suonare e non avevamo ancora un furgone per muoverci, risultava davvero molto utile.
Acquistavamo un biglietto ferroviario cumulativo per San Benedetto del Tronto (distanza 25 km, prezzo intorno alle 7.000 lire per 5 persone), e lasciavamo che magicamente, sotto le sue abili mani di falsario, si trasformasse in qualcosa di molto più interessante: diversa destinazione, relativo cambio di prezzo, chilometraggio molto più consistente.
Per il gruppo fu un periodo di lucrosi guadagni: i rimborsi per i concerti risultavano di gran lunga più consistenti delle spese di viaggio sostenute.

Mi sono ricordato di lui quando ho dovuto scegliere il disegno di copertina per il libro. Non lo sentivo più da una decina d'anni. Marco si muove ormai fra le Hawaii e Bangalore, in India, dove sta ultimando i disegni per un film d'animazione. Gli ho chiesto: ce l'avresti qualcosa per me, un "pensiero cattivo", insomma, mi conosci...

Siccome mi sono ripromesso di non mettere immagini su questo blog (un modo come un altro per dire che non so come si fa) cercate il disegno di copertina in rete se siete curiosi.

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lunedì, 14 aprile 2008

LA PAURA

La cosa che un po' mi spaventava mentre scrivevo "Tutto deve crollare", era immaginare la reazione dei lettori. Non perché volessi preservare in qualche modo la mia immagine da bravo ragazzo, è che non volevo risultare offensivo. Mi chiedevo: "mi prenderanno per un pazzo, un maniaco  psico-depressivo, chiameranno la polizia?"

La risposta eccola qui. In qualche modo mi conforta.

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lunedì, 14 aprile 2008

DAVIDE NOTA

Sono nato ad Ascoli Piceno nel 1963. E' una bella città. Wikipedia dice che è una fra le più belle e monumentali d'Italia. Anche certi intellettuali, soprattutto francesi, sono stati dello stesso avviso in passato. Gide la prediligeva. Per Sartre passeggiare fra le sue vie era come sfogliare a caso un volume di storia dell'arte. E' anche piena di gente vuota e inutile, ma questa è un'altra storia.

Per chi arriva dal mare attraverso la vecchia via Salaria, guida turistica in mano, dev'essere una bella sorpresa trovarsela di fronte come mai se l'immaginerebbe: casermoni popolari attaccati l'uno all'altro, spesso con l'intonaco scrostato, vecchie case rurali, grattacieli di 15 piani da cui spesso la gente si butta per farla finita, un coacervo di costruzioni messo su senza un piano regolatore o una pur minima idea di urbanistica. E' il quartiere di Monticelli. Fu costruito nei primi anni '70, per dare un tetto ai terremotati. Fino a una quindicina d'anni fa bastava una pioggerella per allagare garage e scantinati, la rete fognaria consisteva in un tentativo piuttosto maldestro di veicolare gli scarichi, topi grossi come marmotte potevi incontrarli un po' dappertutto.
 
Il terremoto del 1973 me lo ricordo bene. Era tardo pomeriggio, stavo tornando dallo stadio, mi crollò un terrazzo quasi in testa. Sant'Emidio, patrono della città, protettore dai terremoti, quella volta doveva essersi addormentato. Fu così che andai a vivere a Monticelli, lì sono cresciuto. Per vent'anni ho guardato gli altri in faccia solo negli ascensori delle case, balbettando un buongiorno o commentando il tempo. Lì ha sempre funzionato in questo modo, ognuno per sé

Di Davide Nota, nato a Cassano d'Adda nel 1981 (ma cresciuto a Monticelli fin dalla prima infanzia), non ho saputo nulla fino a pochi giorni fa, quando casualmente ci siamo trovati a commentare un post di Chiara Daino su "La poesia e lo spirito".

Una piacevole coincidenza. Ho cercato in rete sue notizie. Ho trovato le sue poesie. Belle. Pur non avendolo mai incontrato mi sembra di conoscerlo. Mi è bastato leggere questo.
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