Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
lunedì, 21 aprile 2008

LA PRIMA PAGINA

Scrissi la prima pagina di "Tutto deve crollare" una sera di maggio del 2005.  Mi ero trasferito a Leiden da poco più di un mese, e stavo ancora guardandomi intorno per capire dove fossi capitato. Avevo passato il pomeriggio ad Amsterdam, era notte e pioveva a dirotto. Non immaginando come funzionassero le cose in Olanda con le biciclette (che cioè erano oggetto di morbosa attenzione da parte di tutti) mi ero comportato come uno sprovveduto. Nei pressi del Vondelpark avevo lasciato i fanalini incustoditi, allacciandoli al manubrio con uno spago. Il tempo di andarmi a prendere un hot dog a un chioschetto e non c'erano più.

Beh, pazienza. Rimontai in bici e mi avviai verso casa. Ero quasi arrivato a destinazione quando una coppia di poliziotti a cavallo mi fermò. Le solite cose: mi chiesero i documenti, poi cominciarono a ispezionare la bicicletta. Quando mi domandarono perché girassi senza luci di notte, spiegai il fatto di Amsterdam e ci feci su una risata. Allora il più grosso tirò fuori un blocchetto e cominciò a scrivere.
"Cazzo" dissi, "cos'è, una multa?"
"Niente cazzi" rispose quello, "fanno 25 euro."
Non riuscivo a crederci. "Una cosa così" dissi "in Italia uno nemmeno riesce a immaginarsela".
"Ah sì?" fece l'altro, e rise anche lui. E in aggiunta a questo disse: "possiamo andare".
E in effetti andammo, nel senso che mi accompagnò a casa, lui a cavallo, io a piedi, per essere sicuro che non rimontassi in bicicletta dopo la prima curva.

Entrai in casa gocciolando acqua dalle scarpe. Ero incazzato nero. Mi feci una doccia, mi cambiai, tirai fuori il computer dalla custodia e scrissi: "Il mio primo ricordo è una ragazzina lercia con un filo d'orina fra le gambe...".
postato da cloubar alle ore 10:00 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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