Mi ha fatto un certo effetto vedere alcuni miei amici accasciarsi a terra sgomenti dopo la vittoria di Alemanno a Roma. In primo luogo perché li credevo più forti. E poi perché il fatto non mi sembrava così rilevante.
Davvero dovremmo star qui a strapparci i capelli perché i romani hanno scelto come loro sindaco un fascista piuttosto che un mollaccione? E che altro avrebbero dovuto fare? Almeno il primo parla la lingua che conosce bene, una lingua chiara, schietta, senza tanti giri di parole. Rutelli, invece, di parole non ne ha. Si fa fare la campagna elettorale da un calciatore semianalfabeta, e quando prova a dire qualcosa di assimilabile a certi valori (la tolleranza, la fratellanza universale) incespica sulle ronde notturne e il problema della sicurezza. Dillo che non se ne parla nemmeno, cazzo. Di ronde notturne, voglio dire. In quanto alla sicurezza i dati della polizia bastano da soli: certi reati sono in costante diminuzione. Dillo che la gente viene da noi perché è divorata dalle politiche economiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Dillo che rubiamo le loro materie prime, che i ladri siamo noi. Dillo che è il gioco mediatico, impostato sulla paura e l'emergenza, che fa di ogni furtarello un dramma nazionale.
Detto questo il problema numero uno è: perché a destra non trovano impresentabile un candidato sindaco fascista?
E il problema numero due è: perché a sinistra trovano impresentabile un candidato sindaco comunista?
Le risposte le dà la gente. Ed è giusto così.