C'è una certa roba di Wu Ming 1, si chiama NEW ITALIAN EPIC ECCETERA e anche se non dovrei dirlo (perché per un aspirante esordiente è sempre sbagliato rompere le palle a quelli importanti) a me fa un po' ridere. Il New Italian Epic è come un sacchetto della merenda. Te lo porti a scuola tutto contento, poi arriva l'ora di aprirlo e non ci trovi mica la cioccolata.
Se ho ben capito la questione non è per niente difficile. Certi scrittori possono definirsi neo epici, altri no. (Sarebbe meglio dire certe opere, perché non sempre si scrive seguendo gli stessi criteri). Comunque: ciò che farebbe la differenza sono 8 caratteristiche ben precise, che non mi va di riportare qui perché ormai l'hanno fatto in molti e poi, dico, leggetevi il saggio.
Il fatto un po' curioso è che il mio romanzetto ce le ha tutte queste 8 caratteristiche, per cui sarei da considerare a tutti gli effetti un neo epico. Ma (posso dirlo?) già sentir parlare di epica mi dà il voltastomaco. Per cui lasciatemi pure nel fango. E soprattutto: fanculo New Italian Epic.