Tutto deve crollare

l'universo è di vetro
martedì, 26 agosto 2008

IL BUCO QUADRATO, OVVERO LA PRECARIETA' COME SCELTA

Vito lo incontrai per la prima volta a Imperia nel 1988. Dire per la prima volta non è esatto, dato che da allora non l'ho rivisto mai più, però mi piace come suona la frase, e dunque va bene lo stesso. Di lui mi ricordo che era un ragazzo gentile e come dire... pulito? puro? Un po' mi assomigliava (non fisicamente, era molto più brutto di me, ma nel cuore sì). Cantava in un gruppo hardcore chiamato 102 TRUFFE, e c'era una loro canzone che a me piaceva tanto. Ci credereste? Si chiamava "Tutto deve crollare".

Faceva il controllore sui treni, una cosa che gli procurava delle fastidiose allergie. Quando gli chiesi se avesse mai fatto multe, lui abbassò il capo, gli occhi gli diventarono due spilli, le labbra gli tremarono. Disse: "sì, una volta".
Tempo fa venni a sapere che si era licenziato dalle ferrovie, che faceva il contadino e recitava a teatro. Insomma aveva voluto fare della sua vita "un esperimento di precarietà desiderata". Se siete curiosi di sapere com'è andata a finire e sentirvelo raccontare da lui stesso, cliccate sul buco quadrato.
postato da cloubar alle ore 14:27 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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Commenti
#1   27 Agosto 2008 - 22:06
 
..esperimento di vita desiderato..
utente anonimo

#2   27 Agosto 2008 - 22:09
 
grazie
utente anonimo

#3   28 Agosto 2008 - 12:24
 
E' un esperimento che mi riguarda da vicino. Va avanti da tre anni, è dura, ma mi sento bene.
utente anonimo

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